Itinerari di viaggio fisici e mentali

On the Road

Fotografare è un viaggio da una parte all’altra dell’inconscio, quasi una meditazione, … l’immagine mi cattura, mi trascina e mi trasporta con sé e io mi lascio fare…

Uso la strada per andare al lavoro, fare la spesa, andare al mare. Momenti di ordinaria quotidianità in cui seguo un programma ed una direzione precisa. Da quando mi alzo a quando vado a letto sono ON THE ROAD….mi muovo, cammino ed il mondo scorre attorno a me. Qualunque esso sia. E’ il mio mondo, il mio viaggio, il mio essere on the road. Tutto scorre come il paesaggio visto dal finestrino di un treno. Non importa la velocità. Importa esistere, esserci.

La macchina fotografica diventa la migliore compagna di viaggio. In mano, nello zainetto, sul tavolo mentre bevo un caffè. Perché? Perché in questo stato d’animo nascono emozioni, idee, visioni, soggetti e lei, come sempre, sa catturare con discrezione e precisione. Istanti che appartegono a viaggi passati ed ora pubblico in questo portfolio esattamente come parole scritte in un diario di bordo.

 

On the road  sono i ricordi, la nostra storia.

Sono i luoghi visitati, il punto d’arrivo di un percorso, la sosta di un cammino, gli appunti raccolti in un diario e custoditi in uno scatto.

Ogni foto offre una superficie vuota che lo spettatore ha la libertà di colmare con la propria immaginazione. Quello che mi interessa non è riprodurre la realtà, ma al contrario, non riprodurre nulla se non l’immaginazione e il sogno.

UN VIAGGIO INFINITO

La fotografia rappresenta il 20% della mia vita. l’80% la trascorro in una quotidianità fatta di ufficio, orari da rispettare, il traffico, la spesa da fare, gli amici, delle belle cenette, un buon libro. Non mi lamento, anzi. Però amo quando arriva finalmente il week end e posso togliermi “l’abito” da città e tornare ON THE ROAD con la mia macchina fotografica. Raramente mi prefiggo un programma preciso. Esco e basta. Mi lascio risucchiare dalla luce e dalla vita.

Tutto va bene per fare fotografia. Anche Roma e la sua frenesia. C’è fotografia ovunque. Anzi, ovunque c’è luce c’è fotografia. E Roma è uno studio fotografico formidabile. La luce penetra ovunque e cambia forma e colore. Se la luce potesse parlare……….lei si manifesta semplicemente. Sta poi alla nostra anima interpretare i suoi messaggi. La luce rimbalza, si riflette, si scompone, fugge come sabbia tra le dita. C’è solo un modo per imprigionarla: click…

…click…click…click. L’immagine resta comunque materia inconsistente all’interno di una scheda di memoria sottoforma di pixel. Seduta al bar, in un tardo pomeriggio di primavera finalmente apro la rete e vedo cosa ho pescato. Nel display scorrono le immagini del mio week end ON THE ROAD. Come nella pesca trattengo i pesci buoni e rigetto in mare quelli inutili. Attorno a me Roma e la sua frenesia e questi attimi che solo qui diventano eterni.

La fotografia diventa un messaggio in codice che nasce da un’intuizione.

Sono un’esploratrice dell’inconscio attraverso una visuale trasformazione della realtà.






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