La ricerca della felicità

ESPIRITU


Nel profondo del nostro cuore vogliamo e desideriamo essere felici. Tutto ruota attorno a questo. Ognuno di noi ha una parte spirituale, riconosciuta o no, ammessa oppure no. Entrare in contatto con noi stessi è un viaggio interiore.

Saliamo e scendiamo da una locomotiva, i binari scorrono, si moltiplicano, si intrecciano, si frantumano, si ritrovano.

Espiritu è il rapporto con la natura, con gli animali, con gli amici che ci accompagnano nel  cammino della vita …

Espiritu è la preghiera di qualsiasi credo. È il pensiero che và nell’etere quando  lanciamo nell’universo un desiderio, una domanda, un saluto …

Espiritu è il desiderio di una rinascita, di un cambiamento. L’intima  necessità di esprimersi attraverso l’arte.

Espiritu sono i paesaggi della nostra psiche che coloriamo di sensazioni, di emozioni.


Quello che resta impigliato nella rete dell’anima

Espiritu esiste da sempre. Anche prima dell’avvento della fotografia. Espiritu è una forma di spiritualità.

La luce dentro


Sta laggiù nel profondo. Nascosta, non per timidezza ma per pura vocazione naturale. Si muove come la corrente marina, in base ai venti ed alle emozioni. Aleggia nel mio cielo personale come l’aurora boreale. Danza nel cielo in mille forme e colori. E’ il respiro della mia vita. Esisto. Espiritu è tutto questo. Una domanda senza risposta. La leggerezza del dubbio che fugge come sabbia tra le dita.

Espiritu sono gli occhi quando guardano il tramonto. Quando accarezzo un cane o un gatto. Quando cammino scalza.  Quando i semplici gesti diventano preghiera. Espiritu è ovunque. Ma credere non basta. Espiritu è un Dio personale che non si può condividere, ma solo rispettare. Abbiamo tutti il nostro espiritu e rappresenta una forma di linguaggio primordiale che ci rende tutti unici e figli della stessa madre: Madre Terra.

Quando scatto una foto il mondo che entra nell’inquadratura diventa altro. Pensiamo di fotografare la realtà, ma quasi sempre fotografiamo la nostra percezione della realtà.

Un “click” cattura un istante, ma in quell’istante può aprirsi la porta della fantasia, dell’inconscio, si aprono altri canali, altri mondi paralleli invisibili all’occhio: inizia un viaggio nel mondo dell’astrazione, si manifesta l’Espiritu.

Possiamo entrare dentro l’immagine e lasciarci trasportare dai colori e dalle forme. Si aprono le cataratte della creatività, del sogno, dell’illusione: perché ciò  che sembra non è.

La luce nell’iconografia religiosa ha un ruolo fondamentale, quasi cinematografico perchè deve arrivare nel profondo e scatenare emozioni. Deve arrivare all’Espiritu, qualunque esso sia. Non importa il tipo di religione. Ciò che conta è il tipo di anima che hai.

Per me la fotografia diventa preghiera. La mia preghiera. Scavare dentro questa luce e cercare quelle parole che forse sono scritte in tutte le anime, in tutti i cuori degli esseri umani. Qualcosa che unisce mentre noi stupidamente ed ostinatamente dividiamo.

Questo è l’Espiritu. E queste immagini sono solo frammenti di un viaggio personale ispirato da ciò che unisce gli esseri umani di tutto il pianeta, la stessa cosa che avvolge il bene ed il male: la luce dell’anima.


 
 

…e anche la vita, quando finisce, si trasforma in un nuovo viaggio verso un’altra luce.

 





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